Home arrow Le notizie arrow Interno arrow Fini-governo, scontro in aula. «Colpito il Parlamento»
Fini-governo, scontro in aula. «Colpito il Parlamento» PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da Antonella   
martedģ 13 gennaio 2009

 

Lite sulla fiducia al decreto anti-crisi. Il presidente: «Offese le Camere».
Replica di Berlusconi: «Per noi era indispensabile»

ROMA - L'approvazione del decreto legge anticrisi provoca tensioni nella maggioranza dopo la decisione del governo di porre la fiducia sul provvedimento a causa dei troppi emendamenti approvati in commissione al testo originario.

Gianfranco Fini (Emblema)
Gianfranco Fini (Emblema)
Il presidente della Camera Gianfranco Fini è infatti intervenuto in Aula bacchettando il governo rappresentato dal ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito: «In tanti anni ho a avuto modo di ascoltare le molteplici ragioni per le quali il governo, avvalendosi di una sua esplicita prerogativa, ha deciso di porre la questione di fiducia», ma «è la prima volta che ascolto porre la questione di fiducia da parte del rappresentante del governo in onore del lavoro della commissione». Fini ha aggiunto, tra gli applausi delle opposizioni: «È anche la prima volta che sento dire che viene posta la questione di fiducia in omaggio alla centralità del Parlamento». Per questo Fini vuole ricordare al rappresentante del governo che i lavori del Parlamento prevedono «l'esame in commissione e poi l'esame in assemblea». Senza voler giudicare la scelta di porre la fiducia, che è «legittima», per Fini è «doveroso esprimere considerazioni politiche». «L'omaggio al Parlamento», rimarca, lo si fa lasciandolo lavorare. «Il rispetto della centralità del Parlamento e della sua funzione nel procedimento legislativo non si limita all'omaggio del lavoro fatto in commissione ed impedendo ai deputati di pronunciarsi in Aula su un testo», ha sottolineato il presidente della Camera.

BERLUSCONI - Poco dopo però arrivava una risposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Fini: «Abbiamo fatto questa valutazione, per noi la fiducia era indispensabile». Alla domanda se la posizione di Fini fosse dovuta al suo ruolo, il presidente del Consiglio si è portato la mano sulla bocca come per dire: non rispondo.

CICCHITTO - In precedenza del resto a differenza dell'opposizione che aveva appoggiato l'intervento di Fini, il capogruppo del Pdl aveva criticato l'atteggiamento del presidente della Camera: «Il rilievo mosso al governo può essere oggetto di discussione e di dibattito, ma noi non sentiamo di condividerlo». «Un articolo del regolamento - spiega Cicchitto - disciplina un istituto, quello della fiducia, che in quanto tale non può essere una mancanza di rispetto per il Parlamento. Noi ci assumiamo la responsabilità della scelta del governo; con la fiducia non si spossessa nessun parlamentare della propria funzione».

LEGA - Anche il leghista Roberto Cota, come aveva fatto qualche minuto prima il capogruppo del Pdl, attaccava la presa di posizione del presidente della Camera. Riferendosi all'attacco di Fini alla tassa per il permesso di soggiorno, Cota osservava: «Abbiamo assistito a polemiche, a una serie di interventi compreso il suo. Lei è intervenuto nel merito di una vicenda, lei che oggi rivendica un ruolo istituzionale super partes, in quella circostanza lei è intervenuto nel merito. Noi non rinunceremo a proporre in questo Parlamento le nostre idee che riteniamo siano giuste e sulle quali abbiamo il consenso della gente. Caro presidente della Camera, della nostra gente».

MPA - Ma l'Mpa, partito alleato del Pdl, esprimeva successivamente nell'Aula della Camera «profondo dissenso» per la posizione assunta proprio da Cicchitto e «sostegno pieno» a quella del presidente Gianfranco Fini. Lo ha detto Roberto Commercio ricordando che il suo partito aveva presentato 40 emendamenti al decreto legge anticrisi che erano stati dichiarati ammissibili, tutti relativi al sud.

PD - La decisione di porre la questione di fiducia è «una porta in faccia a tutti gli attori istituzionali» sottolineava invece il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro. Per Soro, inoltre, il governo ha blindato il decreto perchè «non vi fidate - dice - della vostra maggioranza, che si stancherà prima o poi di essere un oggetto imbelle». Tornando ai rapporti governo-Parlamento e tenendo conto anche della gravità della crisi economica, il presidente dei deputati del Pd spiega di aver immaginato la necessità di «una risposta seria, responsabile, sobria all'appello del presidente della Repubblica che è stato ipocriticamente condiviso da tutti». Risposta che appunto secondo i Democratici non è arrivata.

OAS_AD('Bottom1');

 


 
Pros. >
Sapevi che...

Consulsat, in poco meno di una anno ha coperto più di 80 comuni tra l'Irpinia e il Sannio, amplia la sua rete porta la Wadsl nella Valle Telesina e la Valle Caudina arrivando così ad un potenziale di 190.000 Abitanti. Visita www.consulsat.com

 

Sondaggi

Giusto raddoppiare l'IVA sulla pay tv?
 
Social card': č un modo efficace per combattere la crisi?
 
© 2010 Exprimere.it
Joomla! è un software libero realizzato sotto licenza GNU/GPL..
-->